Diciamocelo: se qualcuno un anno fa ci avesse detto “andiamo all’Eremo a vedere l’aurora”, gli avremmo riso in faccia. E invece. Tra il 10 e l’11 maggio scorso, è successo qualcosa di assurdo. Non era la classica aurora boreale da cartolina norvegese, ma un fenomeno ancora più raro, roba da esperti: gli archi SAR. In pratica, il cielo si è tinto di un rosso che faceva quasi impressione.
Cosa è successo lassù:
Eravamo all’Eremo di Monte Giove. Erano circa le 00:45.
Il buio pesto ha aiutato, certo, ma quando il sensore della reflex ha catturato quel bagliore… be’, lì abbiamo capito che non era il riflesso dei lampioni.
L’ossigeno dell’alta atmosfera stava letteralmente “bruciando” per colpa di una tempesta solare pazzesca (scommetto che molti, vedendo il cielo rosa, hanno pensato a un incendio o alla fine del mondo).



Ho visto troppa gente confondere questi archi rossi con l’inquinamento luminoso della costa o con le luci di qualche discoteca. Niente di tutto questo. È stata una delle tempeste geomagnetiche più forti degli ultimi decenni, un evento che capita una volta ogni trent’anni, se va bene.
A mio parere, quelle foto scattate dall’Eremo non sono solo “documentazione”. Sono la prova che ogni tanto anche qui, tra un caffè al porto e un giro in centro, possiamo alzare gli occhi e restare secchi davanti a un cielo che non ha nulla di normale.
Le foto scattate da Monte Giove restano come semplice documentazione di un evento naturale raro che ha coinvolto anche la nostra città.


