Il ritorno di Chaka Khan è un ruggito di pura energia funk e rinascita pop. Sette anni dopo l’ottimo Hello Happiness (2019), la “Regina del Funk” dismette i panni della diva classica per trasformarsi in Chakzilla, un’evidente e ironica metafora della sua monumentale e devastante presenza scenica. Più che un semplice ritorno in studio, questo nuovo progetto discografico si configura come un vero e proprio manifesto celebrativo. Arriva infatti a coronamento di un periodo d’oro per l’artista, recentemente insignita del prestigioso Grammy Lifetime Achievement Award, il massimo riconoscimento alla carriera tributato a coloro che hanno impresso un segno indelebile nell’evoluzione della musica mondiale.
Composto da 10 tracce inedite, Chakzilla è stato introdotto al pubblico da una strategia visiva impeccabile, accompagnata da videoclip minimali ed estremamente eleganti che lasciano spazio alla forza espressiva delle canzoni. Tra le anticipazioni spiccano la dirompente title-track, l’irresistibile “Boogie’s in My Soul” – impreziosita dal flow inconfondibile di Snoop Dogg – e la raffinata “Curious Subject”, che si candida a diventare il vero gioiello radiofonico dell’intero album grazie a un groove magnetico e accattivante.
Chaka Khan tesse una tela di collaborazioni eccellenti, chiamando a raccolta Lenny Kravitz nella travolgente “Bring the Party” e la popstar globale Sia Furler per la sognante “Cool U Down”, traccia in cui Sia porta la sua tipica sensibilità melodica.
Dietro la consolle siede un maestro del pop contemporaneo, il produttore Greg Kurstin, che ha saputo incanalare l’eredità storica dell’artista in un sound fresco e moderno. Nelle parole dello stesso Kurstin, Chakzilla è un inno alla gioia, alla libertà individuale, all’accettazione e all’amore universale. Al centro di tutto, immutabile, svetta la voce di Chaka Khan: uno strumento che sfida il tempo, capace di graffiare con una potenza d’altri tempi e, un attimo dopo, accarezzare con una delicatezza commovente. Il risultato è un album che costringe a sognare e, soprattutto, a non smettere mai di ballare.


