Anche a Fano visibile l’aurora boreale: lo spettacolo catturato dal porto

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aurora boreale fano 20 gennaio 2026 passeggiata lisippo
Foto di Michele sanchioni

Non è roba da tutti i giorni. Anzi, è roba che di solito vedi nei documentari girati in Norvegia mentre sei sul divano con la copertina. Vedere l’orizzonte che si tinge di quel rosa elettrico, tecnicamente li chiamano archi SAR, ma chiamiamola magia che facciamo prima — proprio sopra i nostri pescherecci, fa un effetto strano. Quasi alieno.

Diciamocelo: se ieri sera qualcuno vi avesse detto “vado al molo a vedere l’aurora boreale”, gli avreste consigliato un bravo medico. E invece. Invece è successo davvero, e chi era lì vicino al Lisippo a scattare foto probabilmente ha ancora i brividi, e non solo per il vento che tirava dall’Adriatico.

Due cose che mi hanno colpito (e che i manuali non dicono):

  • La velocità con cui è cambiato tutto. Un attimo prima era il solito buio pesto, quello dopo sembrava che qualcuno avesse rovesciato un secchio di vernice fosforescente nel cielo.
  • Il silenzio. (Avete notato come la gente smette di parlare quando vede qualcosa di così assurdo?).
  • Il fatto che, per una volta, la tecnologia è servita a qualcosa di bello: vedere i telefoni puntati in su, tutti insieme, per catturare un pezzetto di Nord Italia che si sentiva Polo Nord.
Lisippo Aurora Boreale Fano 20 gennaio 2026
Foto di Michele Sanchioni

Scommetto che molti, vedendo le prime foto sui social, hanno pensato al solito filtro di Instagram messo un po’ a caso. Ho visto troppa gente scettica ricredersi appena messa la testa fuori dalla finestra. Certo, al Nord è stato tutto più nitido, d’accordo, il cielo era più pulito… ma volete mettere il contrasto del rosso dell’aurora con le luci del nostro porto? Non c’è gara.

È stata una tempesta geomagnetica, dicono gli esperti. Io preferisco pensare che sia stato un promemoria: ogni tanto la natura si stufa di essere prevedibile e decide di ricordarci che, anche a Fano, possiamo ancora restare a bocca aperta come bambini.

Be’, se siete riusciti a fare una foto decente senza farvi tremare le mani dal freddo, tenetevela stretta. È un pezzetto di storia che è passato sopra le nostre teste mentre eravamo lì a chiederci se fosse tutto vero.