Gino Castaldo presenta “La musica è finita”: tra nostalgia e streaming

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Gino Castaldo
Immagine a solo scopo informativo. © dei rispettivi autori.

Gino Castaldo – La musica è finita (HarperCollins, 2026)

Di fronte a un titolo come “La musica è finita” (HarperCollins), il lettore potrebbe temere l’ennesima operazione nostalgia su un’epoca tramontata. Ma non è questa l’intenzione di Gino Castaldo. Il decano dei critici musicali italiani torna in libreria con un’opera che unisce l’ambizione del trattato sociologico alla precisione del cronista.

Dalla materia al bit

Il richiamo al celebre brano di Ornella Vanoni è solo il pretesto per una riflessione più profonda: a essere “finita” non è la spinta creativa, bensì la musica come oggetto. Castaldo seziona la transizione dalla materia al bit, analizzando il salto dal possesso fisico di vinili e CD alla dimensione “liquida” dello streaming.

Il cambiamento non è solo una questione di supporto, ma di identità. La musica, un tempo “feticcio” identitario da esporre orgogliosamente, oggi diventa un servizio di sottofondo e il modello in abbonamento ha riscritto il nostro modo di essere ascoltatori.

Analisi del progresso

Il libro si muove con una doppia velocità: ha la fluidità del racconto e la densità del testo accademico. Castaldo non sceglie la via facile della condanna al progresso; preferisce evidenziarne le criticità, sollevando interrogativi necessari sulla fruizione contemporanea.

The Best is Yes to Come? Speriamo che sia proprio così.

L’autore Gino Castaldo, firma storica del giornalismo musicale e voce tra le più autorevoli della radiofonia italiana, è attualmente impegnato su Rai Radio 2 con il programma “Al centro della musica”.