“Il Filo del Ricatto”: la recensione del nuovo film di Gus Van Sant

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Il Filo del Ricatto recensione
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“Il Filo del Ricatto” (titolo originale “Dead Man’s Wire”) è un film realizzato nel 2025, diretto da Gus Van Sant e ispirato a una storia vera: il sequestro di un broker finanziario avvenuto nel 1977 a Indianapolis. La pellicola è stata presentata con successo all’82ª Mostra del Cinema di Venezia.

La Trama: Un sequestro disperato

Tony, interpretato da Bill Skarsgård, è in gravi difficoltà finanziarie e non riesce a pagare il mutuo acceso per un’operazione immobiliare finita male. In un raptus di rabbia, l’uomo decide di colpire Richard (Dacre Montgomery), l’intermediario bancario che ritiene responsabile del suo fallimento. Tony lo prende in ostaggio in un rapimento clamoroso, cercando di attirare l’attenzione dei media per urlare al mondo la sua disperazione.

Un Cast di Stelle

Oltre ai protagonisti, il film vanta la presenza di un immenso Al Pacino nel ruolo di Mr. Hall senior, il proprietario della banca. Una menzione speciale va a Colman Domingo nei panni del disc jockey Fred Temple: è lui a seguire via radio l’intera vicenda, restando in costante contatto con il sequestratore. Una chicca per il pubblico italiano: il doppiatore di Fred Temple è il cantante Mario Biondi, la cui voce profonda si sposa perfettamente con il personaggio.

Una Colonna Sonora Strepitosa

La musica è l’anima del film, con pezzi d’annata che ricreano perfettamente l’atmosfera degli anni ’70:

  • “Compared to What” – Roberta Flack
  • “Never, Never Gonna Give Ya Up” – Barry White
  • “Love To Love You Baby” – Donna Summer
  • “The Revolution Will Not Be Televised” – Gil Scott-Heron
  • “I’ve Seen All Good People” – Yes
  • “Raindrops Keep Fallin’ On My Head” – B.J. Thomas

Il tema principale, che lega il passato al presente, è la celebre “I Need a Dollar” di Aloe Blacc, brano che sintetizza perfettamente il motore dell’intera vicenda.