Massimo Seri a tutto campo: sanità, Azione e il “caso” Chiaruccia

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Da Sindaco a Consigliere regionale di opposizione: il percorso di Massimo Seri vive una fase di acceso dibattito. Durante il nostro colloquio, abbiamo fatto notare come il suo operato sembri oggi più bersagliato dai suoi ex assessori che dall’attuale amministrazione fanese.

Le repliche su infrastrutture e urbanistica

Seri non si sottrae al confronto sui temi caldi che hanno segnato la fine del suo mandato:

  • Strada di Gimarra: Replica secca sulla questione dei 20 milioni persi, respingendo le accuse di immobilismo.
  • Caso Chiaruccia: “Non c’è nessun atto vincolante”, sottolinea Seri. “Chi è arrivato dopo poteva decidere liberamente. La scelta della permuta è una scelta politica netta di questa amministrazione, non un’eredità obbligata”.

Sanità e Ospedale: “Scelte gattopardesche”

Sul fronte sanitario, il giudizio del consigliere regionale è durissimo: “Le scelte annunciate sono gattopardesche: cambiare tutto per non cambiare nulla”. Secondo Seri, il rischio per Fano è l’isolamento: quando Pesaro avrà il nuovo ospedale, la sua maggiore attrattività rispetto al Santa Croce diventerà evidente e penalizzante per il territorio fanese.

Il nuovo ruolo in Azione e la Battaglia per la Montagna

Nominato commissario regionale di Azione dopo l’elezione nella lista di Matteo Ricci, Seri vede in questo incarico un riconoscimento per “traghettare il partito verso i congressi nel rispetto del confronto, cosa non sempre avvenuta in passato”.

Parallelamente, annuncia battaglia a fianco dei 29 sindaci della provincia esclusi dai benefici della nuova Legge della Montagna (Legge Calderoli), promettendo di portare la voce del territorio nelle sedi opportune.

La Basilica di Vitruvio

Infine, un commento sul grande ritrovamento archeologico: Seri esprime grande soddisfazione ma invita alla massima prudenza gestionale, concludendo con una battuta emblematica: “Non vorrei essere nei panni di Serfilippi”.