Maxwell, “Urban Hang Suite”: il capolavoro che ha rivoluzionato l’R&B

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Maxwell 1996
Immagine a solo scopo informativo. © dei rispettivi autori.

Il primo album dell’artista statunitense Maxwell esce nel 1996; un fulmine a ciel sereno, da quel momento in poi l’R&B non è stato più lo stesso.

“Urban Hang Suite” è pubblicato dalla grande casa discografica Columbia, molto nota per avere in catalogo alcuni dei migliori artisti soul, jazz e R&B come Marvin Gaye (quello dell’ultimo periodo), Bill Withers, Earth Wind & Fire, Miles Davis, Cheryl Lynn e parecchi altri. Quindi le premesse per un grande album c’erano tutte e così è stato.

Maxwell compone e scrive la maggior parte delle canzoni dell’album, tutte legate da un unico tema, una storia d’amore dal primo incontro fino alla sua conclusione. I brani più belli sono sicuramente:

  • “Ascension (Don’t ever wonder)”, che è il singolo di maggior successo;
  • “Dancewitme”;
  • “…Til the Cops Knockin’”;
  • “Whenever Wherever Whatever”;
  • e più di tutti “Sumthin’ Sumthin’”, scritta insieme a Leon Ware (autore anche per Marvin Gaye) e di cui esiste una favolosa versione ‘mellosmoothe’ inserita nella colonna sonora del film Love Jones.

“Maxwell’s Urban Hang Suite”, che troviamo alla posizione numero 8 della classifica Top R&B Albums di Billboard, è un concept-album che ha tutti i diritti per rimanere ben saldo nell’olimpo dei dischi R&B.