Love is the Message e le radici del Philly Sound

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Love is the Message e le radici del Philly Sound

PHILADELPHIA – Un messaggio d’amore che parte dalla “Città dell’amore fraterno” per conquistare le classifiche mondiali. Era il 1973 quando i MFSB (Mother Father Sister Brother) davano alle stampe Love is the Message, il secondo lavoro in studio destinato a diventare la pietra miliare del Philly Sound.

Il progetto non era quello di una band tradizionale, ma di una formidabile orchestra di session men di stanza ai leggendari Sigma Sound Studios, il cuore pulsante della scuderia di Kenneth Gamble e Leon Huff.

Il suono di Philadelphia e Soul Train

All’interno dell’album brillano due pietre miliari della musica black: la celebre “TSOP (The Sound of Philadelphia)” — versione strumentale adottata come sigla dello storico show Soul Train e simbolo dell’intero movimento — e la title-track, sei minuti di pura estasi sonora.

Oltre a reinterpretazioni memorabili come “Touch Me in the Morning” e “My One and Only Love“, il disco deve il suo successo a una formazione d’eccellenza. Tra i protagonisti di quella “famiglia” musicale figurano nomi del calibro di Bobby Eli e Norman Harris alle chitarre, Ron Baker al basso, Leon Huff alle tastiere e la batteria di Earl Young.

L’eredità orchestrale dei MFSB

Il tocco inconfondibile del vibrafono di Vincent Montana, Jr., unito agli archi e ai fiati diretti da Don Renaldo e alle voci delle Three Degrees, ha contribuito a creare un tappeto sonoro sofisticato e inconfondibile.

Questa miscela sonora è stata capace di influenzare la disco music e il soul per i decenni a venire, rendendo i MFSB un punto di riferimento imprescindibile nella storia della produzione musicale contemporanea.