Pink Floyd – 8 Tracks – da “Money” a “Comfortably Numb”: il tocco magico di Steven Wilson nel flusso dei Pink Floyd.
8 Tracks: otto classici del periodo 1971–1979 dei Pink Floyd; una pubblicazione speciale con la musica tratta da alcuni dei dischi di maggior successo come Meddle (1971), Obscured by Clouds (1972), The Dark Side of the Moon (1973), Wish You Were Here (1975), Animals (1977) e The Wall (1979).
Le compilation dei Pink Floyd tendono storicamente a promettere rivelazioni mistiche, per poi offrire la più rassicurante familiarità. Questa nuova antologia, tuttavia, ha la straordinaria decenza di privilegiare la familiarità senza cercare scuse o inventare falsi pretesti storici.
Invece di perdersi in rarità trascurabili, l’album si concentra sul glorioso fulcro della loro produzione degli anni ’70. Il disco ripercorre con lucidità la graduale transizione della band: da un’esplorazione sonora dispersiva e psichedelica a qualcosa di decisamente più controllato, cinematico e teatrale. È esattamente il racconto del punto di svolta in cui il sound dei Pink Floyd si è cristallizzato, diventando immediatamente riconoscibile anche a chilometri di distanza.
I pilastri del mito
La selezione dei brani non cerca l’oscurità, ma esalta la potenza del catalogo:
- “One of These Days”: Resiste al tempo, risuonando ancora oggi con una sorta di minaccia bassa, cupa e squisitamente meccanica.
- “Money”: Si inserisce nel suo groove tortuoso in 7/4 con una precisione ritmica che gli anni non hanno minimamente alterato.
- “Wish You Were Here” e “Comfortably Numb”: Arrivano esattamente dove la mente dell’ascoltatore le aspetta. Si dispiegano attraverso quegli ampi spazi sonori e quelle melodie cinematiche che crescono lentamente, togliendo il fiato.
Il tocco di Steven Wilson
La vera firma di questa operazione sta però dietro le quinte. La sequenza dei brani, rimodellata per l’occasione da Steven Wilson, compie un piccolo miracolo ingegneristico: smussa le giunture storiche quel tanto che basta per unire epoche diverse.
La transizione tra i brani scorre in modo naturale e magnetico. Non ci sono strappi, non ci sono cali di tensione. Ed è proprio questo il trucco di questa uscita: non inventa nulla di nuovo, ma organizza il mito con una fluidità tale da renderlo di nuovo irresistibile.


