Fano propone o subisce le scelte che riguardano rifiuti, idrico e impianto crematorio? Ne abbiamo parlato con Giacomo Mattioli, presidente di Aset che sottolinea la “voglia di azienda e Comune di autodeterminarsi, senza dover stare al gancio di altri e subendo decisioni prese in altre sedi, come accaduto negli ultimi dieci anni”.
Con lui abbiamo parlato del possibile accordo con Ancona per l’ingresso in Adriacom Cremazioni di cui Fano e Pesaro detengono ciascuna il 50%. “Siamo ancora nella fase interlocutoria, ma a breve i tre sindaci si incontreranno per delineare la possibilità di procedere”, ha detto Giacomo Mattioli, aggiungendo che “ne guadagnerà il business di Fano e Pesaro senza aumentare le emissioni né la forza lavoro” sottolinea il presidente di Aset, che spiega come si sostituirebbe la linea entrata in funzione nel 2016 e ormai arrivata a fine vita, con una nuova linea da affiancare all’altra in funzione dal 2021.
Sulla manutenzione della linea principale dell’acquedotto, che con le sue rotture a ridosso di ferragosto ha pesantemente penalizzato Pesaro, riconosciuto che benché la proprietà sia di MMS anche altri 11 comuni, compreso Fano e altri serviti da Aset utilizzano l’acqua di quella condotta, la decisione è che accanto ai 22 milioni già messi a disposizione da MMS, per gli altri 25 milioni necessari al risanamento della condotta principale, Pesaro intervenga per due terzi e Fano per l’altro terzo con un investimento in due anni pari a 8 milioni di euro.
Con Giacomo Mattioli affrontato anche il tema dell’aumento “inevitabile” delle bollette dell’acqua e dell’ampliamento della discarica di Monteschiantello, certo per la quota volumetrica, possibile per quella lineare.