Dopo le prime otto giornate, la Vuelle non ha mai smesso di convincere sul piano del gioco, e soprattutto dei risultati. Ne sono prova altre quattro vittorie.
Nell’exploit sulla Juvi Cremona si è vista una gran bella prestazione di squadra con ben quattro cestisti in doppia cifra e uno scarto di venti punti, nonostante il match sia stato in equilibrio per la prima metà di gioco. Il successo casalingo contro la Givova Scafati, in una sfida giocata punto su punto per tutti e quaranta i minuti e superata grazie all’atteggiamento di squadra che ha fatto la differenza ancora una volta, ha mostrato la capacità dei biancorossi di saper affrontare le difficoltà, i brividi e le sofferenze. Le prove di gran lunga convincenti contro l’Avellino Basket in casa (match in equilibrio all’inizio, ma successivamente ampiamente sotto il controllo della Vuelle) e contro l’Urania Milano fuori casa (sfida che ha visto il netto dominio dei biancorossi) hanno confermato che la squadra di coach Leka ha un’identità, rintracciabile nella forza di gruppo e anche nella solidità difensiva.
Ma la sconfitta in casa, forse inaspettata, contro la UEB Cividale, seppure non con un punteggio netto, ha sottolineato un limite per la Vuelle: la poca precisione riguardo i tiri da tre punti, sui quali la squadra friulana si è mostrata impeccabile; nonostante ciò i cestisti biancorossi sono rimasti in gara per tutti e quaranta i minuti. La reazione arriva subito con la vittoria in trasferta sul campo della Pallacanestro Forlì 2015, con uno scarto di soli tre punti: a deciderla la freddezza, la lucidità, l’intensità e la compattezza del gruppo che hanno prevalso sull’esperienza dei singoli della squadra romagnola. Tuttavia arrivano altri due inciampi per la Vuelle. La sconfitta casalinga contro il Basket Torino, sempre con una differenza di punti non alta, ha evidenziato alcuni problemi: troppi tentativi concessi agli avversari e i ritardi nelle uscite; non sono bastati l’orgoglio e il cuore mostrati nella seconda frazione dove c’è stato un tentativo di rimonta non andato a buon termine. Molto diverso si è rivelato il ko subito in trasferta contro la Valtur Brindisi, il cui roster è effettivamente costruito per la promozione, con tanti soldi investiti; si parla di un match in totale equilibrio per tutti i quattro quarti, con il punteggio che premia i bianco-azzurri per soli quattro punti, anche a seguito di una decisione arbitrale quanto meno discutibile; ciò non toglie che i biancorossi hanno comunque giocato a viso aperto e si sono mostrati compatti e solidi soprattutto in difesa, mentre sarebbe servito anche un pizzico di cinismo in più sotto canestro.
La risposta arriva con le due vittorie casalinghe sulla Benedetto XIV Cento e sulla Real Sebastiani Rieti. Nella prima, si è vista una squadra ancora più compatta, concentrata e soprattutto reattiva, una squadra che ha saputo sopperire all’assenza del capitano Bucarelli; la differenza come al solito l’ha fatta la forza di gruppo, il che ha permesso alla Vuelle di dominare sugli emiliani nell’ultimo quarto, mostrando tanta concretezza in attacco e parecchia resistenza difensiva, in particolare sui due stranieri avversari, i punti forti per così dire di Cento. Invece nel secondo successo la Vuelle ha fornito una prestazione perfetta: controllo totale del match, solidità difensiva, personalità e cinismo in attacco; così i biancorossi, sconfiggendo nettamente Rieti, si sono guadagnati la qualificazione alla Coppa Italia.
É un vero peccato aver chiuso il girone di andata con una sconfitta contro la Scaligera Basket Verona, anch’essa squadra dai potenziali alti e costruita con l’obiettivo di salire la categoria. Si può dire che la partita è stata in equilibrio per tutto il tempo, tranne per gli ultimi tre minuti, dove i singoli di Verona hanno fatto la differenza, mentre a pesare per la Vuelle sono state, più che alcune scelte sbagliate sul campo (soprattutto le palle perse in attacco, ma anche il minor numero di rimbalzi e le diverse occasioni lasciate agli avversari), l’assenza di De Laurentiis e soprattutto il fatto che il roster biancorosso è corto. Così la squadra di coach Leka termina il girone di andata al quarto posto a quota 26 punti, o meglio al primo posto a pari punti con Verona, Brindisi e Rimini.
Nel complesso il giudizio sulla Vuelle e su coach Leka è positivo, ma sembra che ancora manchi qualcosa per vincere il campionato. La dirigenza dovrebbe valutare di compiere un altro innesto sul fronte del reparto lunghi, nel quale la squadra è corta, mentre anche Felder non ha offerto fino a questo momento la sua versione migliore, e anche qui si potrebbe fare qualche valutazione. Sicuramente da sottolineare le continue buone prestazioni dei giovani Bertini e Maretti, ma anche Trucchetti non sta sfigurando, mentre Virginio è un po’ più altalenante. Tambone e Bucarelli garantiscono sempre una buona media di punti realizzati a partita. Bene anche Miniotas, seppure può migliorarsi riguardo i tiri liberi e il recupero di rimbalzi. Importante anche la presenza di De Laurentiis.
Per chiudere, il girone di ritorno si è aperto con la quattordicesima vittoria ottenuta, contro l’Urania Milano in casa, in un match che all’inizio sembrava essere in discesa, ma poi è stato più ostico e difficile da controllare, a causa di scelte individuali sbagliate; nonostante ciò i ragazzi di coach Leka hanno fatto la differenza nell’ultimo quarto, restando concentrati, finalizzando le occasioni e concedendo quasi nulla agli avversari nell’ultimo quarto, portando così i due punti a casa e aprendo nel migliore dei modi il 2026.


